W.A.Mozart_Musica Massonica

La storia è nota: il 14 dicembre del 1784 nella Loggia “Zur Wohltätigkeit” (Alla Beneficenza) di Vienna, si è svolta la Cerimonia di Iniziazione al Grado di Apprendista Libero Muratore di Wolfgang Amadeus Mozart.

Il percorso iniziatico ne ha influenzato a tal punto il suo animo da caratterizzare la produzione artistica successiva. Sicché il messaggio massonico, alto e forte nelle musiche concepite appositamente per i Lavori di Loggia, traspare anche nelle altre composizioni.

Le maggiori testimonianze di quanto Mozart abbia assorbito dello spirito della Libera Muratoria sono fornite dalla sinfonia del 1788 “Jupiter” in Do maggiore, la tonalità della gioia e della luce, dal singspiel “Flauto Magico” (librettista il Fr. Emanuel Schikaneder), denso di significati esoterici e massonici tanto da essere considerato il cantico dei cantici della Massoneria, e dall’incompiuto “Requiem”, perfetta fusione della spiritualità cattolica con quella massonica, composti entrambi nell’ultimo suo anno di vita (morì a Vienna 5 dicembre 1791).

Altri con specifica dottrina e competenza hanno illustrato e racconteranno le infinite sfaccettature della straordinaria personalità di uno tra i più grandi musicisti della storia, definito da Wagner “il genio della Luce e dell’Amore”.  Questa pagina, invece, si sofferma su alcune trascrizioni della K 623 in Do maggiore, la cantata dei Fratelli di Loggia che si accingono a formare la rituale catena d’unione alla chiusura dei Lavori. Composta il 15 novembre 1791 e pubblicata postuma dal Fr. Johann Holzer, è ritenuta il canto del cigno del massone salisburghese.

Già il Catalogo Köchel riporta due trascrizioni: la K 623 per 2 tenori, 1 basso, coro, archi, 1 flauto, 2 oboi, 2 corni, e la riduzione K 623a per solo coro maschile e organo, appositamente strumentata per essere eseguita durante la chiusura dei Lavori rituali. Ne confermano la valenza massonica il cast vocale maschile, diretta allusione ai membri di Loggia che manifestamente attestano la loro contentezza per il Lavoro svolto, e l’accompagnamento dell’organo, strumento privilegiato nell’esecuzione della musica sacra, tutt’ora abitualmente in uso nei Templi massonici d’oltre oceano, oltre ai riferimenti ai doveri ed ai valori della fratellanza contenuti nel testo.

Fratelli, datevi la mano per unirvi,

finiamo questo lavoro

col giocondo suono di giubilo.

Questa catena circondi

come questo sacro luogo

pure tutto il globo terrestre.

Onorare la virtù e l’umanità

insegnare a sé stesso ed agli altri l’amore

sia sempre il nostro dovere.

Allora affluisce la Luce

non soltanto ad ovest

ma anche a sud ed a est.

Nel 1946 un riadattamento la pone a simbolo musicale dell’unità e dello spirito nazionale austriaco.

I fatti che determinarono la trasposizione della cantata ad inno nazionale sono da ricercarsi nei fermenti seguiti alla caduta del regime nazista.

Nell’aprile 1945 l’Austria voltava pagina; dopo sette anni di annessione alla Germania Nazista, si formava a Vienna un governo provvisorio guidato dal Cancelliere Karl Renner che la ricostituiva come nazione indipendente e riportava in vigore la Costituzione del 1920. Il 20 dicembre successivo, nasceva la Repubblica Federale Austriaca e lo stesso Renner veniva insediato alla carica di Presidente. La linea del nuovo governo era quella di dare quanti più espliciti segnali di presa delle distanze dalle vicende connesse al nazismo. Uno di questi era la sostituzione del vecchio “Haydnhymne”, il popolare inno nazionale asburgico musicato da Franz Joseph Haydn nel 1797, con un inno federale, il “Bundeshymne”, nuovo nel testo e nella melodia, che, oltre a simboleggiare il senso di identità collettiva, fosse l’espressione del nuovo assestamento costituzionale. La preferenza, risultata da un apposito referendum, è andata al testo “Land der Berge, Land am Strome” (Terra di monti, Terra sul fiume) della poetessa Paula von Preradovic scritto sulla musica della K 623, la gioiosa professione di fede negli immutabili principi della Massoneria, trasformata in solenne espressione patriottica per il compiuto rivolgimento politico.

Nel campo musicale l’adattamento della linea melodica di un testo ad un fine diverso da quello originariamente concepito è un evento ricorrente. Ne sono esempi tanto quello delle musiche di sottofondo diffuse dai mezzi di comunicazione di massa, quanto quello delle composizioni in grado di evocare forti emozioni, come appunto la cantata massonica K 623 e il tema del finale della nona di Beethoven, dal 1985 assurta a inno ufficiale dell’Unione Europea per celebrare i valori condivisi dai Paesi membri.

La Cantata Massonica K623a

 

Tratto da: eboracum.org